2026- San Michele Arcangelo - ANPS - Associazione Nazionale della Polizia di Stato Sezione di Pesaro e Urbino

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2026- San Michele Arcangelo

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Arcevia, 8 maggio 2026. Presso la suggestiva Abbazia benedettina dedicata a S. Michele Arcangelo, Patrono della Polizia di Stato, situata sul Monte Sant’Angelo in Arcevia, come ogni anno si è svolta la cerimonia in ricordo della prima apparizione di San Michele Arcangelo sul Gargano e dei Caduti della Polizia. Alla cerimonia hanno partecipato folti gruppi in rappresentanza delle Sezioni ANPS delle Marche e dell’Umbria e tantissimi soci provenienti da Ancona, Pesaro, Senigallia, Macerata, Ascoli Piceno e Perugia. La cerimonia ha avuto inizio con la deposizione di una Corona d’alloro ai piedi della scultura bronzea realizzata
dall’artista Bruno d’Arcevia a cui è seguito un commovente minuto di silenzio. L'opera dell’artista, rappresentante il Sacrario ai Caduti e situata nel piazzale intitolato alla memoria dell’ex Capo della Polizia Antonio Manganelli rappresenta un legame indissolubile tra l'istituzione e il territorio, ricordando il sacrificio estremo di chi ha dato la vita per il bene comune. Il Presidente della Sezione di Ancona, Giovanni Aguzzi, ha ringraziato sentitamente i tanti Associati intervenuti, il Questore di Ancona, Cesare Capocasa, le Autorità civili e militari intervenute, nonché il Parroco di Arcevia Don Mario Camborata, per la vicinanza e la collaborazione con l'Associazione Nazionale della Polizia di Stato. Nel piazzale antistante alla cappella è seguita quindi la Santa Messa celebrata dal Parroco Don Mario e dal Cappellano della Polizia di Stato di Pesaro Don Walter Galanti. Durante l’evento sono stati consegnati gli attestati di Benemerenza del Presidente Nazionale Michele Paternoster, al Socio Daniele Mencarelli ed ai familiari di Benito Motisi, recentemente scomparso, per il grande impegno profuso nei confronti della collettività
e per l’encomiabile attenzione nella cura dell'Abbazia di San Michele Arcangelo,  restaurata grazie anche al fattivo impegno  di Benito Motisi. La giornata si è infine conclusa col pranzo sociale che ha costituito un momento rappresentativo di gioiosa convivialità e di festosa vicinanza, a testimonianza della serena concordia avvertita da tutti i partecipanti.
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